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Yilian Cañizares: la creatività non conosce barriere

Yilian Cañizares: la creatività non conosce barriere

La musica come puro atto creativo: abbiamo deciso di incontrare band e artisti per capire il loro personale approccio nella ricerca di nuovi sentieri per l'ispirazione. Ecco l'incontro con Yilian Cañizares

La creatività è una dea che danza flessuosa oltre i confini, proprio come Yilian Cañizares – una performer magnetica con le radici ben salde nel jazz, nella classica, nei ritmi afrocubani. Negli ultimi mesi, la cantante e violinista nata a Cuba si è tuffata nell’immenso patrimonio culturale di Haiti, per poi immergersi nell’energia senza posa di New Orleans prima di tornare a casa in Svizzera con un nuovo disco, l’eccellente Erzulie. Le abbiamo chiesto di più sul suo processo creativo.

Nick Cave ha detto: “L’ispirazione non è il fuoco sacro che scende dal cielo, ma un bisogno che va alimentato”. È così anche per voi?

Assolutamente! Il processo creativo deve essere costantemente alimentato, e lo si può fare solo attraverso la costanza e il lavoro. Quando arriva l'ispirazione, deve trovarci all’opera - e poi, dal nulla, la magia accade!

Se doveste spiegare a qualcuno il vostro processo creativo, come lo raccontereste?

Il concetto di onestà è molto importante. Bisogna provare a spogliare l'anima, per quanto difficile possa essere: questo è l'unico modo per creare dal cuore. È importante mettersi in pericolo, uscire dal proprio ambiente sicuro – altrimenti continuerete a ripetervi, e non sarà divertente! (ride)

Quali sono per voi le condizioni ideali per comporre?

Non esiste una cosa del genere per me: posso creare ovunque, in qualsiasi momento, se la mia anima e il mio spirito sono pronti.

Ti immaginiamo consumatrice onnivora di musiche, libri e di arte nell’accezione più varia del termine: cosa c’è dietro all’immaginario del tuo ultimo disco? 

Amo molto leggere e consumare arte, ma per Erzulie mi sono nutrita principalmente delle mie esperienze personali - quello che ho visto, sentito e vissuto mentre ero ad Haiti, Cuba, in Africa e a New Orleans. Stavo anche leggendo molto di donne e femminismo: Il secondo sesso di Simone de Beauvoir o Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés sono state tra le mie compagne di viaggio.

Qual è la vostra ultima fissazione, in termini di suono? E come lo avete incontrato?

Dhafer Youssef! Penso di essere ossessionata dalla sua musica (ride). Se la bellezza ha un suono, penso che debba essere quello. Ultimamente mi sono anche appassionata sempre di più alla musica elettronica. So che potrebbe sembrare strano per una persona che viene da Cuba, ma... sai una cosa? Non conosco confini!

E questo suona del tutto sensato: la creatività non dovrebbe averne.

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